GENERAZIONI IN CAMMINO

Ore Complessive : 30
Docente : ANTONELLA ALOI

I ANNO
Le tappe evolutive e gli specifici bisogni dei genitori e dei figli

Obiettivi: “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”. In questo proverbio africano si racchiude il senso di ciò che ruota intorno alla crescita dell’individuo e ne diviene parte contribuendo alla sua unicità e meravigliosa potenzialità. Le modalità di prendersi cura dei bisogni del bambino, della sua protezione fisica e sicurezza sono influenzate molto dalla cultura di una determinata comunità sociale ed è importante che una società attenta al benessere di ogni persona definisca al suo interno le condizioni sane dello sviluppo umano e che consideri questo come una priorità.

Verranno esposti in questo modulo i principali contributi in questo campo, dagli autori classici sino alle stimolanti ricerche odierne, che colgono gli aspetti significativi della spinta evolutiva del bambino.

Contenuti: i bisogni fondamentali del bambino. Gli stadi e la flessibilità delle tappe evolutive. I diversi domini dello sviluppo e le tappe fondamentali della crescita. Le più importanti teorie dello sviluppo. Il legame imprescindile al contesto genitoriale: il bambino in cerca di emozioni positive. La teoria funzionalista e il ruolo delle emozioni nello sviluppo. L’importanza delle relazioni affettive nello sviluppo del bambino: da Spitz e Harlow a Greenspan e al suo modello evolutivo strutturale. Bolwby e la teoria dell’attaccamento.

Durata: 10 ore.

Bibliografia: “I bisogni irrinunciabili dei bambini. Ciò che un bambino deve avere per crescere e imparare” di T. B. Brazelton, S. I. Greenspan, Ed. Raffaello Cortina. Dispense fornite dalla docente.

 II ANNO
Conoscere e ri-conoscere un mondo dietro a un gesto: io imparo quel che vivo!

Obiettivi: Ogni bambino cresce con accanto un caregiver che se ne prende cura, imparando a conoscerlo nei suoi aspetti sia corporei che mentali che fisici. Tale conoscenza è finalizzata a costruire con il bambino uno stile di relazione centrato sul suo bisogno di protezione fisica e di sicurezza emotiva; tali bisogni assumono via via coloriture diverse rispetto alle fasi della vita. Il genitore, svolgendo le sue diverse funzioni, si occupa di creare un saldo riferimento che prevede e provvede al raggiungimento di tappe evolutive, dedicando spazi alla comunicazione e con l’obiettivo di entrare in risonanza emotiva con lui al fine di garantire, all’inizio, una regolazione e successivamente, un’autoregolazione. Questo percorso può essere accompagnato dalla presenza di ostacoli la cui gestione rischia di generare sofferenza e di disagio sia per il genitore che per il bambino e che andranno riconosciuti per il raggiungimento del benessere di entrambi e del bambino come futuro adulto.

Contenuto: i pattern di attaccamento e gli stili interattivi associati ai modelli dell’attaccamento. Le differenze nei bambini e nei genitori nella regolazione delle emozioni: quali messaggi i genitori possono inviare e cosa dovrebbero evitare.

Durata: 10 ore.

Bibliografia: “Errori da non ripetere: come la conoscenza della propria storia aiuta a essere genitori” di D.J. Siegel, M.Hartzell, Ed. Raffaello Cortina. “12 strategie rivoluzionarie per favorire lo sviluppo mentale del bambino” di D.J. Siegel, T.P.Bryson, Ed. Raffaello Cortina. Dispense fornite dalla docente.

  III ANNO
Adolescenza: l’eterno gioco di tiro alla fune tra adulti e ragazzi.

Obiettivi: Nel passaggio da infanzia a preadolescenza, tutte le sfide evolutive ruotano intorno ai cambiamenti corporei e alle nuove funzioni che il corpo deve assolvere: “crescere” si traduce per un adolescente in un’intensa mole di sfide: accettare la crescita e la trasformazione del proprio corpo, integrando quel che la pubertà inaugura nella propria vita, riformulare l’immagine di sé definita prima, costruire una scala di valori e definire degli obiettivi, affrontare e tollerare le spinte centrifughe dell’indipendenza e quelle centripete della dipendenza, passare da una dimensione dominata solo dalla ricerca delle gratificazioni ad una dimensione fatta di mediazioni tra le proprie aspirazioni e la realtà.  U. Galimberti ci rammenta che “[…] nella nostra vita ci è stato insegnato tutto, ma non come connettere il cuore con la mente, e la mente con il comportamento, e il comportamento con il riverbero emotivo che gli eventi del mondo incidono nel nostro cuore”. Quel che l’adolescente sente, pensa e fa dista difatti dal nostro sentire, pensare e fare adulto. E’ quindi necessario apprendere come funziona il cervello degli adolescenti e come questo è connesso ai rischi di questa tappa evolutiva, tenendo presente l’odierno contesto sociale e gli stimoli che spesso non sono adeguati all’età. Alla luce di questi elementi, si costruirà una “cassetta degli attrezzi” pratica e utile a stare in relazione in modo costruttivo e attento ai bisogni di questa delicata fase di sviluppo.

Contenuto: Le trasformazioni nella tappa evolutiva dell’adolescenza e le aree di cambiamento. I principali compiti evolutivi dell’adolescenza. Il cervello degli adolescenti. Cosa tener presente della mente di un adolescente. La mindsight. Il ruolo delle emozioni. I segnali di allarme nell’adolescente. Criticità della società contemporanea e principali abilità richieste agli adulti significativi ad oggi nella relazione.

Durata: 10 ore.

Bibliografia: “L’ età dello tsunami. Come sopravvivere a un figlio pre-adolescente” di A. Pellai, B. Tamborini, Ed. De Agostini. “Tutto troppo presto. L’educazione sessuale dei nostri figli nell’era di internet” di A. Pellai. Ed: De Agostini. Dispense fornite dal docente.


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