ESSERE, PERCEPIRSI, SENTIRSI

Ore Complessive : 18
Docente : MARILISA MARIANELLA

I ANNO
L’alleanza nel counseling

Obiettivi: L’approccio in un percorso di counseling prevede necessariamente la costruzione progressiva di un’alleanza. Questa non è la conoscenza dei fatti storici vissuti dal cliente, non è la compassione intesa come atteggiamento di pena verso l’altro, non è l’amicizia che sottintende una parità ingannevole. L’alleanza è sostanzialmente un patto tra il cliente che s’impegna a dire la verità o quel che gli sembra che sia la verità e il counselor che l’aiuta per scoprire prospettive relazionali sconosciute specifiche delle proprie aree di disagio. Si parlerà del corpo e delle sue tensioni, dell’ascolto della narrazione e del filo esplorativo per nuove scoperte o per i segreti che si vorrebbero risolvere. L’alleanza viene finalizzata sia per esprimere la forza del sentirsi assieme, sia la pace che ne deriva. In ogni caso occorre tempo e pazienza per sperimentare le varie modalità. Quando e come il cliente riuscirà a percepire l’instaurarsi dell’alleanza? Dipenderà dal senso di libertà che progressivamente acquisisce, dai pensieri e dalle emozioni che sono parte intima di ciascuno di noi e che si fondono con quelli dell’altro sino ad arrivare alla fiducia reciproca: “Io mi fido di te, tu ti fidi di me”. Attenzione al tradimento per un’aspettativa mancata o per una tempistica inadeguata considerando che il counselor deve saper aspettare i tempi, rispettandone i processi di maturazione. Uno sviluppo forzato può comportare la sensazione d’inadeguatezza da parte del cliente con il ritiro o sospensione della sua fiducia.

Contenuti: Le tecniche applicabili sono numerose: La fiducia nel buio, lo sviluppo del doppio disegno, il suono ripetuto, la ricerca dell’uguale e del diverso, la costruzione, il progetto, ecc.

Durata: 6 ore.

Bibliografia: Bowlby J. (2000), “Attaccamento e perdita”, Bollati Boringhieri, Torino. Liotti G., & Monticelli F. (2014), “Teoria e clinica dell’Alleanza Terapeutica. Una prospettiva cognitivo-evoluzionista”, Cortina Editore, Milano. Battistini, A. (2005), Atti del Congresso Nazionale “Alleanza terapeutica”. “L’alleanza terapeutica in psicoanalisi”. Padova, ottobre 2004. Al-Darmaki, F., & Kivlighan, D. M., Jr. (1993), “Congruence in client–counselor expectations for relationship and the working alliance”. Journal of Counseling Psychology, 40, 379–384.

 II ANNO
Tristezza goodbye

Obiettivi: Nel modulo viene sviluppato il counseling quando si misura con ripetuti stati di tristezza, con una ridotta autostima e disinteresse per attività rispetto ad un  tempo  in cui erano state piacevoli. Riguardo la tipologia questi cambi d’umore si cerca di elencarli per spiegarne gli aspetti differenziali propri delle difficoltà prossimali. Con il percorso di counseling vengono chiariti gli  eventi psicosociali spesso cause scatenanti di tante forme di tristezza. Viene anche sottolineato l’importanza dell’addestramento alle abilità sociali che aiutano il cliente a migliorare le sue relazioni ed infine, ma non ultima per importanza, la necessità di sviluppare un piano d’azione basato sul riscontro della messa in pratica di quanto è affiorato.

Contenuti: Il profilo dell’argomento è tracciato secondo il modello del counseling gestaltico. Tutto viene esasperato e demolito per poi essere ricostruito innescando tante specifiche catarsi. Il ciclo si compie esasperando gli aspetti sensoriali ed accentuando tutti quei passaggi che nella vita sono stati vissuti negativamente: Movimento, grida, bendaggio degli occhi, preclusione ai suoni, isolamento, sensazioni di smarrimento. Da questa catarsi prende forma un distacco liberatorio, primo passo per affrancarsi dalla sofferenza per l’infelicità e raggiungere la liberazione.

Durata: 6 ore.

Bibliografia: Cusinato G. (1999), “ Katharsis”, ESI Napoli.  Cusinato G. Periagoge. (2014), “Teoria della singolarità e filosofia come cura del desiderio”, QuiEdit. Liotti, G., & Monticelli, F. (2008), “I sistemi motivazionali nel dialogo clinico: il manuale AIMIT”. Raffaello Cortina Editore, Milano. Monticelli, F., Carcione, A., Pedone, R., & Farina, B. (2016), “Therapeutic Alliance, Interpersonal Attunement and Metacognition. Relazione presentata al IV Congresso Internazionale Ibero americano di Apegoria – Bogotà, Colombia, 14-18 marzo 2016”. Safran J., & Muran J. (2000), “Teoria e pratica dell’alleanza terapeutica”, Laterza, Roma-Bari, 2003.

III ANNO
Noi allo specchio

Obiettivi: Quando ci guardiamo allo specchio ne traiamo un effetto dirompente difforme dall’immagine interiore, si è consapevoli che non siamo noi, ma sentiamo che è pur sempre qualcosa che ci appartiene, anzi forse è la parte più vera di noi che ci guarda. E’ la più semplice e al contempo la più complessa macchina della verità. In genere la costruzione dell’immagine che presentiamo non corrisponde alla complessità della nostra immagine interiore.
La tecnica dello “Specchio” è lo sviluppo dello psicodramma moreniano, nel nostro caso invece che l’inversione dei ruoli si ha lo sdoppiamento tra l’immagine dello specchio e l’immagine della persona che lavora. Vedersi allo specchio è un’esperienza trasformativa: Chi c’è allo specchio? Che ne hai fatto o che ne fai del tuo corpo? Chi ha scelto o chi sceglie per te? Che ti dicono le tracce del tuo corpo? C’è uno spazio tra lo specchio e chi lavora. Narciso non avendolo percepito si uccise  non sopportando la solitudine dell’irraggiungibilità.

Contenuti: Sono previste numerose esperienze: La scelta degli oggetti, dello sguardo dell’altro posto davanti, il raccontare la storia del viso, mimare la famiglia.

Durata: 6 ore.

Bibliografia: Stefano Masci (2016), “Le buone pratiche del counseling. Le regole fondamenti per costruire una relazione d’aiuto ottimale”, Franco Angeli. Maurizio Bettini, Ezio Pellizer (2003), “Il mito di Narciso”, Einaudi. Eneida Topi (2009), “L’amore di Narciso e altri racconti…”, collana Fuori, il Sirente, Fagnano Alto; Serge Ginger (2004), “La Gestalt Terapia. Con-tatto emotivo”, Edizioni mediterranee.


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