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Cesare Cangani

Cesare Cangani

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.
(Marcel Proust, da “À la recherche du temps perdu”).

Bisogna volere l’impossibile perché l’impossibile accada.(Eraclito)

Può un calzino tratteggiare una vita? Ebbene sì è possibile…...

Nella indecisione di scrivere queste poche righe per descrivermi, stavo guardando distratto i miei calzettoni a strisce multicolori ed una domanda mi è sorta spontanea: ma qualche anno fa nella mia divisa formale li avrei mai indossati? Ho così scoperto una verità ovvia, ma spesso negata: la vera libertà è essere se stessi!

Facciamo un passo indietro, sono un ingegnere con una lunga carriera manageriale alle spalle, caratterizzata da molte soddisfazioni sia nella professione in ruoli apicali che nella vita personale.

Alcuni anni fa la scelta di voler cambiare vita: attendere la pensione o fare qualcosa di nuovo, magari di sempre desiderato? …. passare all’adorazione della poltrona in attesa di fare il nonno,  oppure fermarmi e scrutarmi dentro per capire finalmente cosa avrei voluto fare?La seconda opzione sembrava semplice, ma significava rifondarsi, rigenerarsi e ringiovanire dentro.

Io da sempre avevo il pallino della psicologia e nelle chiacchiere da salotto dichiaravo spesso con convinzione che prima o poi avrei intrapreso questa professione; ovviamente erano solo chiacchiere, in quanto oberato dai miei impegni, la psicologia rimaneva solo un ottimo spunto per sentirmi meno ingegnere.

Per un puro caso (ma sarà veramente un caso?) mi capitò  di leggere un libro sul Counseling e mi si aprì un mondo: il Counseling era proprio quello che anelavo, dare spazio ad un modo diverso di entrare in relazione con gli altri.

In tutta la mia carriera manageriale la persona era stata sempre al centro della mia attenzione, ma nelle vesti di “risorsa” e non di “persona”: comprendere le sue difficoltà e i suoi problemi, trovare i suoi punti di forza, sollecitare le sue capacità, farle trovare la fiducia in sé stessa, tirandole fuori quelle qualità di cui ignorava l’esistenza,  erano tutti elementi utili ai fini aziendali, al rendimento, al raggiungimento degli obiettivi.

Ma quel libro aveva aperto una porta socchiusa da anni e dato la stura ad un desiderio che per motivi “esterni al mio essere” era stato messo nel cassetto dei “vorrei ma non posso”.

Non solo, ma quel libro era diventato anche il catalizzatore di una volontà precisa di ritrovare me stesso e la mia libertà assoluta nel rispetto degli altri: banalizzando mettermi i calzini a strisce multicolori!

Così (da bravo ingegnere) iniziai ad informarmi prima presso la Società Italiana Counseling, che con sollecitudine mi fornì i chiarimenti di cui avevo bisogno ed anche un numero abbastanza cospicuo di scuole con vari indirizzi di Counseling.

La mia ricerca mi fece approdare al “Il valore del femminile” ; così partecipando ad un week end di lezioni e parlando con Virginia ed Antonella ho capito il senso di quel “valore”, ma soprattutto ho compreso che il Counseling Umanistico era la chiave di volta per raggiungere quella libertà cui tutti aneliamo e che abbiano a portata di mano: basta aprire gli occhi.

Ed eccomi qui a condividere con voi questa mia scelta di vita in una età  in cui molte persone si sentono arrivate al tramonto delle loro idee e sopravvivono nell’egoismo di aver ormai vissuto.