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Portatori di Unicità in dettaglio

Portatori di Unicità

Portatori di Unicità

 L’oracolo di Delfi diceva “conosci te stesso” ma ogni cosa intorno a noi ci vuole racchiudere in etichette pre-confezionate.

Il presente progetto, ideato da Virginia Vandini, propone una formula educativa per ispirare le persone e facilitarle nell’acquisizione di conoscenze, tecniche e strumenti necessari allo sviluppo di competenze e abilità al fine di riconoscere la propria originalità e portare così i semi di questa consapevolezza nella vita di tutti i giorni.

L’intento è permettere ad ogni persona di trovare le sue specificità. Sapere chi siamo per entrare in contatto con l’unicità.

Realizzare l’Unicità e il Talento è connesso allo sviluppo della Solidarietà, intesa nel senso etimologico del temine “solido, integro” per arrivare alle tre C indicate da Mastromarino “condivisione, cooperazione e contentezza di sé”.

Ciò avviene nella nostra proposta attraverso la comprensione profonda di cosa è: Libertà, Amore, Ascolto, Rispetto, Responsabilità, Accoglienza.

Per arrivare ad essere, esprimere se stessi in questa vita è necessario innanzitutto liberarsi da quei condizionamenti che non ci permettono di tirare fuori la nostra vera natura. Fin da quando siamo piccoli ci viene detto cosa fare e cosa non fare inculcandoci che ci sia qualcosa di giusto e qualcosa di sbagliato. Prendere coscienza del fatto che siamo qui per vivere un'esperienza e che l'errore fa parte di ciò che impariamo, di ciò che abbiamo scelto e scegliamo d'imparare è il primo passo per liberarci da quelle catene che ci tengono imprigionati e andare verso l'espressione libera e creativa di noi stessi.

Questa è la base senza la quale difficilmente possiamo intraprendere un percorso d'amore verso la nostra vocazione in primis e poi verso ciò che ci circonda: persone, cose ed eventi. Lo scopo non è tanto quello di capire cos'è l'amore quanto quello di essere amore. Siamo amore quando sentiamo che, indipendentemente da quelle che sono le nostre aspettative e convinzioni, rimaniamo in uno stato di gratitudine e di comunione con l'esistenza.

In tal senso l'ascolto diventa uno strumento fondamentale per contattare e riconoscere le nostre emozioni, aspirazioni, stati d'animo e orientarli nella direzione che realmente corrisponde ai nostri desideri più profondi. Solo da questo luogo può nascere il rispetto per il nostro progetto di vita. Viviamo nella sofferenza e ci ammaliamo nel corpo e nella mente perché calpestiamo letteralmente ciò che ci fa battere il cuore.

Barattiamo la nostra felicità, la nostra realizzazione in cambio di una falsa sicurezza, pensando che ormai sia troppo tardi, che non siamo all'altezza o che non abbiamo abbastanza tempo, denaro, energia. E non serve dare la colpa alla società, agli altri, né tantomeno a noi stessi. Dobbiamo prenderci la responsabilità dello stato che viviamo.

Mettersi nella condizione di vittima è spesso la scelta più facile ma che non porta da nessuna parte perché in questo modo permettiamo a ciò che è esterno di agire un potere su di noi, sul nostro destino. Darsi l'opportunità di entrare in questi contenuti e accoglierli dentro di sé è la via per scoprire il proprio talento e metterlo al servizio del mondo. Ecco allora la vera solidarietà. Una solidarietà che non è figlia di un dovere morale ma è la conseguenza spontanea del fatto che, finalmente, troviamo il nostro posto nel mondo e da lì ogni cosa fluisce in armonia con facilità, gioia e gloria.

 

 

TEMI DEGLI INCONTRI

Ciò avviene nella nostra proposta attraverso la comprensione profonda di cosa è:

 

Libertà

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Viene da Libido, far piacere, aggradare. Nel senso più comunemente inteso è associata alla possibilità di essere se stessi. La libertà è allora una questione di Potere, perché significa semplicemente "io posso". Ma il potere, a sua volta, è una questione di conoscenza di sé, di centratura e quindi di responsabilità. Libertà è Amore e viceversa. Solo chi Ama veramente può dirsi libero. Altrimenti si è nell’attaccamento, nel possesso, nel controllo. Quando la mia libertà va insieme con l’amore per me e per chi mi circonda? E quando non è così?

"A cura di Andrea Pietrangeli"

 

Amore

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A-mors, cioè senza morte. È la base, il dono, il dare e il darsi senza pensare di dover ricevere qualcosa in cambio. Non è un verbo da coniugare. Amare non è solo “amare” qualcuno o qualcosa è anche "essere Amore": divenire, ospitare, vivere amore perché è un livello di energia che tutti possono raggiungere. È sentire che sono sempre protetto e qualunque cosa io vivo e faccia posso avere fiducia in me e nel mondo che mi circonda.

A cura di Daniel Lumera

 

Ascolto

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È percepire me nell'altro, l'empatia. Una sfida vera, usando tutto il corpo come antenna. Ascoltare è cercare di sentire veramente ciò che vivo dentro di me e ciò che vive l’altro. Non è possibile ascoltare se ad esempio riporto l’esperienza dell’altro alla mia. Non è facile ascoltare in una cultura in cui, sin dai primi anni, siamo bersagliati da tante sollecitazioni (rumori) e siamo abituati a vedere come le persone si parlano una sopra l’altra interrompendosi o, nella migliore delle ipotesi, interpretando ciò che gli viene detto.

Per ascoltare occorre uno stato di "cecità", che permette di bypassare il vedere con gli occhi, e tutti gli schemi di giudizio che a questo sono legati, per accedere ad un "vedere col Cuore", il cui canale preferenziale di comunicazione è la "sensibilità", l'immaginazione con l’obiettivo d’iniziare a contattare le proprie aspirazioni più profonde.

A cura di Antonella Aloi

 

Rispetto

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L'etimologia del termine ci dice che il rispetto è un "re-spicere" e che "spicere" è la radice del termine "specie" che significa "la figura esterna che si vede, l'immagine". Il rispetto non è qualcosa che si può "avere", ma qualcosa che va fatto: è l'azione di guardare attentamente qualcosa, guardarla ancora ed ancora, fino a vederla nel suo insieme. Il rispetto viene prima dell'accoglienza e la sua azione è l'ascolto.

Soffermandoci ancora sull’etimologia vediamo che rispetto è anche considerare, con-sidera, (con la stella). Ciò vuol dire che siamo tutti forti e fragili allo stesso tempo. Interagire tra noi richiede delicatezza. Guardare allora ma non toccare la vita degli altri imparando ad essere umili. Far cadere ogni presunzione e pensare che tutti possiamo sbagliare. Di più, il rispetto è guardare l’errore e comprendere che da lì imparo perché ho scelto, scelgo d’imparare.

A cura di Matteo Ficara

 

 

Accoglienza

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Accoglienza è epoché, sospensione del giudizio. È sedersi accanto a sé stesso e all’altro senza emettere sentenze. È accettare ciò che sono e ciò che l’altro è senza se e senza ma! L'accoglienza non è un movimento passivo, è un insieme di prassi che iniziano dalla “pulizia” di sé. Chi accoglie ospiti senza pulire la casa? “Pulire” significa sgomberarsi dai pregiudizi e coltivare la bellezza per sviluppare la resilienza nei confronti delle sfide della vita e imparare a ricevere i doni che l’esistenza ogni giorno ci offre. Accoglienza è anche saper stabilire confini e decidere come, quando e a chi aprirli.

A cura di Virginia Vandini

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