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RELATIONAL LAB-SCHOOL

Relational Lab-School | Sociologia applicata e counseling: pratiche della relazione
L’incontro inaugurale della Relational Lab-School, tenutosi lo scorso 9 gennaio, ha messo in luce, da prospettive diverse e convergenti, un nodo oggi imprescindibile: la relazione come luogo generativo di conoscenza, azione e cura sociale.

 

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Il prof. Paolo De Nardis ha richiamato un fondamento spesso dimenticato: la società è tale perché è una società di coesistenti. È nello stare insieme, prima ancora che nei ruoli o nelle funzioni, che emerge la relazione. Da qui la necessità, oggi, di individuare nuove categorie interpretative capaci di entrare “dentro” i processi sociali. Le categorie ereditate dal funzionalismo classico mostrano sempre più chiaramente i loro limiti nel comprendere fenomeni complessi e frammentati.

In questa prospettiva, rinnovare la sociologia non è un vezzo teorico ma una rivoluzione epistemologica: senza legame sociale non esiste neppure la libertà, e la sociologia non può più permettersi di osservare i processi dall’esterno.

Su questa linea si è innestato l’intervento del prof. Stefano Tomelleri, che ha sottolineato come una sociologia priva di impatto sulla realtà diventi problematica anche per il sociologo teorico. Da qui l’urgenza di fare formazione con la sociologia, di costruire una vera e propria didattica della sociologia.

Nel confronto con i grandi temi del nostro tempo – intelligenza artificiale, dispositivi digitali, neoliberismo, individualismo esasperato – Tomelleri ha introdotto concetti chiave come intelligenza sociale, immaginazione sociologica e agire relazionale: decostruire la propria vicenda personale per intrecciarla a quella sociale, familiare, geografica. La realizzazione individuale non è separabile da quella degli altri; il sociologo applicato svolge una funzione con gli altri e per gli altri.

Particolarmente significativo il riferimento alle atmosfere sociali: i vissuti emotivi emergono in relazione ai contesti e l’aspetto intimo, seppur presente, ne è solo una parte. Comprendere il sociale richiede dunque esperienza e disponibilità a cogliere le diverse sfumature dell’esistenza senza rimanere intrappolati nell’analisi.

La prof.ssa Sabina Curti, partendo dal Festival della Sociologia, ha mostrato come la sociologia possa diventare un sapere che si fa, che costruisce ponti relazionali e modelli applicativi della relazione. Ha messo in guardia dalla crescente psicologizzazione del disagio, che rischia di ridurre la complessità sociale a sindromi individuali e di vivere la cura dell’altro come una rinuncia a sé.

Il bisogno dell’altro, invece, ci precede: la relazione nasce prima della funzione, anche nel conflitto e nell’opposizione. In questo senso, la sociologia non si limita a svelare meccanismi di potere, ma restituisce la possibilità di guardare ed essere guardati, riconoscendosi reciprocamente.

Nel dialogo in essere, la dr.ssa Francesca Rossetti ha richiamato la necessità di una formazione e di una divulgazione sociologica capaci di ribaltare la visione dominante: il disagio non è solo del singolo, ma è inscritto in contesti più ampi. La sociologia, per essere viva, deve diventare un sapere che genera competenza senza fermarsi alla riflessione.

La dr.ssa Virginia Vandini ha infine portato al centro il contributo specifico del counseling sociologico come pratica della relazione capace di abitare lo spazio tra individuo e contesto, tra vissuto personale e dimensione sociale.

Il counseling, in questa prospettiva, non è riducibile a una tecnica né a un approccio individualizzante, è quell’approccio che consente di restare nel legame, di attraversare i conflitti e di dare parola a ciò che emerge nell’incontro.

Il counseling sociologico si colloca così come luogo di traduzione tra saperi: accoglie le categorie della sociologia e le rende esperibili, incarnate, praticabili nei contesti educativi, sociali e di cura.

La relazione, allo stesso tempo, diventa strumento di conoscenza e di cambiamento, capace di generare consapevolezza, responsabilità e possibilità di azione.

In un tempo segnato da uno smarrimento relazionale diffuso, il counseling sociologico offre uno spazio in cui il soggetto non viene isolato né psicologizzato, ma riconosciuto come essere-in-relazione, inserito in reti simboliche, istituzionali e affettive più ampie.

È in questo spazio che la sociologia applicata incontra il counseling dove la complessità viene accolta e accompagnata.

Verso i prossimi incontri

Un ponte tra saperi e pratiche

Da questo terreno condiviso nasce il ciclo di tre incontri online della Relational Lab-School, pensato come ponte tra sociologia accademica, sociologia applicata e counseling, ciascuno declinato in un ambito concreto di vita:

Pensare la relazione. Mercoledì 11 Febbraio dalle 17.00 alle 18.30 online

Dalla sociologia classica alla pratica applicata – Ambito educativo

Un confronto tra sapere teorico, pratiche sociologiche e counseling nei contesti scolastici ed educativi.

Con Sabina Curti, Direttrice scientifica del Festival della Sociologia; Andrea Gogliani, Presidente di S.I.Co. - Società Italiana Counseling ed Erika Marrafino, Counselor professionista in ambito scolastico.

Agire nella relazione. Mercoledì 18 Marzo dalle 17.00 alle 18.30 online

Counseling sociologico e intervento sociale – Ambito organizzativo e aziendale

La relazione come leva di senso, responsabilità e trasformazione nei contesti di lavoro.

Con Stefano Tomelleri, Professore ordinario di Sociologia Università degli Studi di Bergamo; Simone D’Alessandro, Ricercatore di Sociologia generale Università degli Studi di Chieti-Pescara e Cesare Cangani, Counselor professionista in ambito aziendale.

Restare nella relazione. Mercoledì 15 aprile dalle 17.00 alle 18.30 online

Cura, responsabilità e presenza nei contesti complessi – Ambito sanitario e di cura

La relazione come spazio di tenuta, etica e accompagnamento nella fragilità.

Con Paolo De Nardis, Professore emerito di Sociologia Università Sapienza di Roma; Roberto Lusardi, Professore associato Università di Bergamo e Gigliola Speciale, Counselor professionista in ambito sanitario.

La relazione come bene comune. Martedì 5 maggio dalle 18.00 alle 19.30

Un incontro in presenza come spazio di sintesi e restituzione del percorso della Relational Lab-School.

Ogni incontro sarà curato e coordinato da Virginia Vandini, Sociologa, Supervisor Trainer Counselor e Fondatrice del centro Henosis, Counseling e Formazione.

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Nel confronto con i grandi temi del nostro tempo – intelligenza artificiale, dispositivi digitali, neoliberismo, individualismo esasperato – Tomelleri ha introdotto concetti chiave come intelligenza sociale, immaginazione sociologica e agire relazionale: decostruire la propria vicenda personale per intrecciarla a quella sociale, familiare, geografica. La realizzazione individuale non è separabile da quella degli altri; il sociologo applicato svolge una funzione con gli altri e per gli altri.

Particolarmente significativo il riferimento alle atmosfere sociali: i vissuti emotivi emergono in relazione ai contesti e l’aspetto intimo, seppur presente, ne è solo una parte. Comprendere il sociale richiede dunque esperienza e disponibilità a cogliere le diverse sfumature dell’esistenza senza rimanere intrappolati nell’analisi.

La prof.ssa Sabina Curti, partendo dal Festival della Sociologia, ha mostrato come la sociologia possa diventare un sapere che si fa, che costruisce ponti relazionali e modelli applicativi della relazione. Ha messo in guardia dalla crescente psicologizzazione del disagio, che rischia di ridurre la complessità sociale a sindromi individuali e di vivere la cura dell’altro come una rinuncia a sé.

Il bisogno dell’altro, invece, ci precede: la relazione nasce prima della funzione, anche nel conflitto e nell’opposizione. In questo senso, la sociologia non si limita a svelare meccanismi di potere, ma restituisce la possibilità di guardare ed essere guardati, riconoscendosi reciprocamente.

Nel dialogo in essere, la dr.ssa Francesca Rossetti ha richiamato la necessità di una formazione e di una divulgazione sociologica capaci di ribaltare la visione dominante: il disagio non è solo del singolo, ma è inscritto in contesti più ampi. La sociologia, per essere viva, deve diventare un sapere che genera competenza senza fermarsi alla riflessione.

La dr.ssa Virginia Vandini ha infine portato al centro il contributo specifico del counseling sociologico come pratica della relazione capace di abitare lo spazio tra individuo e contesto, tra vissuto personale e dimensione sociale.

Il counseling, in questa prospettiva, non è riducibile a una tecnica né a un approccio individualizzante, è quell’approccio che consente di restare nel legame, di attraversare i conflitti e di dare parola a ciò che emerge nell’incontro.

Il counseling sociologico si colloca così come luogo di traduzione tra saperi: accoglie le categorie della sociologia e le rende esperibili, incarnate, praticabili nei contesti educativi, sociali e di cura.

La relazione, allo stesso tempo, diventa strumento di conoscenza e di cambiamento, capace di generare consapevolezza, responsabilità e possibilità di azione.

In un tempo segnato da uno smarrimento relazionale diffuso, il counseling sociologico offre uno spazio in cui il soggetto non viene isolato né psicologizzato, ma riconosciuto come essere-in-relazione, inserito in reti simboliche, istituzionali e affettive più ampie.

È in questo spazio che la sociologia applicata incontra il counseling dove la complessità viene accolta e accompagnata.

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Verso i prossimi incontri

Un ponte tra saperi e pratiche

Da questo terreno condiviso nasce il ciclo di tre incontri online della Relational Lab-School, pensato come ponte tra sociologia accademica, sociologia applicata e counseling, ciascuno declinato in un ambito concreto di vita:

Pensare la relazione. Mercoledì 11 Febbraio dalle 17.00 alle 18.30 online

Dalla sociologia classica alla pratica applicata – Ambito educativo

Un confronto tra sapere teorico, pratiche sociologiche e counseling nei contesti scolastici ed educativi.

Con Sabina Curti, Direttrice scientifica del Festival della Sociologia; Andrea Gogliani, Presidente di S.I.Co. - Società Italiana Counseling ed Erika Marrafino, Counselor professionista in ambito scolastico.

 

Agire nella relazione. Mercoledì 18 Marzo dalle 17.00 alle 18.30 online

Counseling sociologico e intervento sociale – Ambito organizzativo e aziendale

La relazione come leva di senso, responsabilità e trasformazione nei contesti di lavoro.

Con Stefano Tomelleri, Professore ordinario di Sociologia Università degli Studi di Bergamo; Simone D’Alessandro, Ricercatore di Sociologia generale Università degli Studi di Chieti-Pescara e Cesare Cangani, Counselor professionista in ambito aziendale.

Restare nella relazione. Mercoledì 15 aprile dalle 17.00 alle 18.30 online

Cura, responsabilità e presenza nei contesti complessi – Ambito sanitario e di cura

La relazione come spazio di tenuta, etica e accompagnamento nella fragilità.

Con Paolo De Nardis, Professore emerito di Sociologia Università Sapienza di Roma; Roberto Lusardi, Professore associato Università di Bergamo e Gigliola Speciale, Counselor professionista in ambito sanitario.

La relazione come bene comune. Martedì 5 maggio dalle 18.00 alle 19.30

Un incontro in presenza come spazio di sintesi e restituzione del percorso della Relational Lab-School.

Ogni incontro sarà curato e coordinato da Virginia Vandini, Sociologa, Supervisor Trainer Counselor e Fondatrice del centro Henosis, Counseling e Formazione.

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