Mi apro al fuoco dell’eterno ricevere
Accolgo con pazienza la rugiada del mattino
Il vento, motore dell’aria, non può farmi male
Resto saldo nel mio stelo, largo e denso
Ancoraggio ostinato a madre terra.
La pioggia d’estate è uno schiaffo violento
Mi piega, mi confonde, ma lascia ferite limpide
Adesso sono degno di godermi il sole.
Lo guardo in faccia, sfrontato e lucente
Tra me e la luce non c’è più confine.
Ma il momento più bello, cuore in dubbio, è quello che non vedi
Quando in silenzio, di notte, l’anima si svela.
La ascolto farsi pulsante e leggera
Mi sento tremare, sedotto dall’ombra
Dolcemente cullato da un raggio di luna.
Antonella Aloi 12 Luglio 2013
